Cultura popolare : Si può fare di più

Opera di una donna, All Out !! è l’ultimo grande successo di un manga consacrato al rugby/ © Amase Shiori / Kôdansha

Sebbene abbia fatto l’oggetto di diverse opere, il rugby non vanta lo stesso livello di popolarità raggiunto da altri sport.

Ufficialmente il rugby è stato introdotto in Giappone negli anni 1890, mentre il Paese affrontava un lungo periodo di cambiamenti culturali e tecnologici. Alcuni sport occidentali quali la pallacanestro, la ginnastica, il golf, l’atletica e il canottaggio vennero rapidamente ad aggiungersi alle arti marziali, che fino a quel momento rappresentavano il principale esercizio fisico per l’élite samurai.
La disciplina sportiva che ha incontrato il maggiore successo è stata il baseball, arrivato fin dal 1872. Nonostante la sua popolarità, lo sport americano è stato vivamente criticato da una parte dell’élite intellettuale giapponese per la mancanza di sacrificio personale e per le sue regole che incoraggiavano atti discutibili quali il “rubare le basi”. Nel 1911, per esempio, l’Asahi Shinbun, uno dei principali quotidiani giapponesi, pubblicò i propositi negativi di Nitobe Inazo, celebre intellettuale, autore di Bushido, the soul of Japan (Bushido: l’anima del Giappone, LUNI Editrice), pubblicato in inglese nel 1900. L’autore è celebre anche per aver figurato sulle banconote da 5000 yen tra il 1984 e il 2007. Per lui, il baseball consisteva nell’ingannare l’avversario, ciò che un samurai autentico non avrebbe mai fatto.
Mentre il baseball divideva l’opinione pubblica, tutti sembravano d’accordo nel dire che il rugby metteva l’accento sulla disciplina personale, il coraggio e lo spirito di sacrificio. All’epoca, i giapponesi traducevano e leggevano freneticamente libri stranieri di ogni genere, desiderosi di imparare e riempire quell’abisso culturale e tecnologico che li separava dall’Occidente. Di conseguenza fu assolutamente logico, per la promozione del rugby attraverso il Paese, di veder apparire, nel 1899 un ‘edizione ridotta di Tom Brown’s School Days, (Gli anni di scuola di Tom Brown, Edizioni Paoline) un romanzo scritto nel 1857 da Thomas Hughes. Il libro contiene un racconto sul rugby, diventato il manuale di origine inglese più popolare presso i liceali dell’epoca Meiji (1868-1912). Il primo libro giapponese sul rugby, Ragubi Shiki Futoboru, venne pubblicato qualche anno più tardi, nel 1909; una copia digitale è accessibile online alla Biblioteca della Dieta Nazionale del Giappone. Ancora una volta, il libro insiste sulla superiorità del rugby sul baseball e arriva a citare Hashido Shin, un celebre giocatore di baseball. Il campione aveva dichiarato a un certo punto che “avrebbe preferito il rugby piuttosto che il baseball”.
Mishima Yukio è probabilmente l’autore più celebre ad aver scritto di rugby. D’altra parte, fu lui stesso un giocatore quando frequentava la Gakushuin, prestigiosa scuola di Tokyo che annovera fra gli attuali iscritti e gli ex studenti moltissimi membri della famiglia imperiale. L’autore fece parte per breve tempo del club di rugby della scuola. A dire il vero l’esperienza fu un fallimento. Mishima decise di abbandonare gli sport di squadra per consacrarsi al kendo e al bodybuilding. Si avvicino’ nuovamente il rugby più tardi, con un racconto semi-autobiografico La sigaretta (contenuto in Atti di adorazione. sette racconti inediti, De Agostini Edizioni) che racconta la storia di un ragazzo sensibile alle prese con l’atmosfera brutale di un club di rugby. Il racconto fu pubblicato per la prima volta nella rivista Ningen nel 1946 su raccomandazione del futuro premio Nobel per la letteratura Kawabata Yasunari e segnò i primi passi di Mishima nel mondo letterario.