Arte : Al ritmo dei tamburi di Kodô

Okamoto Takashi

Trasferitosi sull’isola agli inizi degli anni ’ 70, il gruppo di percussionisti ha creato legami solidi con il luogo, traendone ispirazione.

Apartire dai suoi esordi a Berlino nel 1981, il gruppo di percussionisti Kodô (www.kodo.or.jp/en) ha introdotto il tamburo taiko nel mondo della musica. Con base sull’isola di Sado, al largo delle coste di Niigata, questa band si consacra alla preservazione della musica tradizionale giapponese rimanendo sempre aperta a ogni genere di collaborazione artistica, dal teatro alla musica rock. Zoom Giappone ha avuto la possibilità di incontrare Sumiyoshi Yûta, membro dei Kodô, in occasione dell’esecuzione del gruppo a Tôkyô, lo scorso dicembre.
A ventotto anni, il giovane è conosciuto come il “creatore dei suoni” della band. Oltre ad essere uno dei solisti principali, ha composto svariati pezzi ed è stato il direttore musicale delle due ultime opere più importanti del gruppo, Meguru e NOVA. I Kodô sono attualmente in tour in Europa e dopo le varie tappe in Francia, si esibiranno in Gran Bretagna, Germania e talia.

Ho sentito dire che ha iniziato a suonare il taiko quando era piccolo. Gli altri membri della sua famiglia erano accomunati dalla sua stessa passione?
Sumiyoshi Yûta: Assolutamente no. Penso che ad aver giocato un ruolo determinante nel mio interesse per questa forma di espressione musicale sia stato essere cresciuto in un ambiente in cui ho avuto la fortuna di vedere a più riprese degli spettacoli di taiko, come il Shishimai (la danza del leone), in occasione dei festival tradizionali locali. Poi, circa all’età di otto anni, mi sono unito ad un gruppo di taiko: ho iniziato così.

Che cosa apprezza del taiko?
S.Y.: Per cominciare, amo la sua ampia gamma musicale, capace di variare da suoni udibili a malapena ad altri di una potenza incredibile, tutto questo senza aver bisogno di ricorrere ad alcun tipo di amplificazione elettronica. Ti permette di esprimere una grande varietà di emozioni in maniera semplice e diretta. Per dirla in un altro modo, amo la fisicità dello strumento: percuotere il tamburo e essere a mia volta toccato dalle sue onde sonore mi fa stare bene.

È entrato nel vivo della formazione della band nel 2010 dopo aver terminato i suoi studi secondari. Come si diventa un membro dei Kodô?
S.Y.: Non ci sono delle condizioni preliminari particolari. Chiunque dai 18 ai 24 anni può provare a cominciare. Al momento dell’audizione, più che le competenze musicali, i membri del gruppo si interessano prima di tutto della forza fisica, della resistenza, del kai (lo spirito guerriero) e delle competenze comunicative. Coloro che passano il test si trasferiscono al villaggio Kodô sull’isola di Sado. Lì vivono in comunità per due anni in un centro di apprendimento: impareranno a suonare il taiko, il flauto di bambù, a cantare e a danzare e a padroneggiare anche altre arti tradizionali come il teatro Nô e Kyôgen (una forma comica di teatro giapponese) e certamente la cerimonia del tè. Coloro che passano l’audizione alla fine di questi due anni di studio sono selezionati come membri apprendisti junior e trascorrono un ulteriore anno di formazione. Ciononostante sono soltanto coloro che superano l’esame finale a poter diventare effettivamente membri del Kodô.

Immagino che sia molto difficile arrivare fino alla fine di questo percorso di formazione.
S.Y.: Ogni anno è diverso, e talvolta capita che nessuna delle persone ammesse a partecipare alla formazione diventi un membro effettivo del gruppo. Nel mio caso, 22 dei 25 aspiranti apprendisti hanno passato la prima audizione, ma solamente 7 0di noi sono riusciti ad affrontare anche gli anni successivi. Su questi 7, 4 sono diventati membri junior, gli altri 3 hanno abbandonato strada facendo. Sono dunque rimasto l’unico dei 22 candidati originari ad essere arrivato fino alla fine e ad essere diventato un membro del Kodô.

È stato difficile adattarsi a questo stile di vita all’età di diciotto anni?
S.Y.: Lo stile di vita e il programma di allenamento al centro di formazione sono particolarmente restrittivi e severi, a cominciare dagli orari. Bisogna alzarsi molto presto al mattino e il carico di lavoro, soprattutto per quanto riguarda lo sforzo fisico, è incredibilmente elevato. Diciamo che se non siete completamente concentrati e pronti a fare tutto ciò che è necessario per diventare membri del gruppo, ci sono grandi probabilità che il vostro tentativo si concluda con un fallimento.
Evidentemente, tutti gli aspiranti apprendisti amano la musica e le percussioni, ma far parte di un gruppo come i Kodô, soprattutto all’inizio, è tutt’altro che un piacere. In veste di apprendista, mi sono dovuto spingere oltre i miei limiti e ho dovuto affrontare le mie lacune. Non riesco neanche a contare tutte le volte in cui mi sono ritrovato davanti un ostacolo, sapevo di doverlo superare se volevo davvero farcela… Ad essere sinceri, più di una volta ho pensato di gettare la spugna, ma sono contento di non averlo fatto.