Incontro : Connesso alla sua epoca

Nel 1968, Adachi Maso interpreta un ruolo in “L’impiccagione” (Koshikei) di Oshima Nagisa. / DR

Adachi Masao protagonista del cinema d’avanguardia giapponese e del suo pubblico a Shinjuku.

Figura essenziale del cinema d’avanguardia giapponese e del movimento di protesta degli anni ’60, il regista e sceneggiatore Adachi Masao ha avuto la gentilezza di raccontarci quegli anni indimenticabili.

Lei è nato nel Kita-Kyushu, a sud del Paese. Quando si è trasferito a Tokyo?
Adachi Masao : Quando ho cominciato a frequentare l’Università Nihon.

Era già entrato a far parte del movimento studentesco nel Kyushu?
A. M. : No, mi interessavano soltanto il teatro e il cinema. A partire dal mio ultimo anno di liceo facevo parte del club di teatro, ma passavo la maggior parte del mio tempo al cinema. Una volta entrato all’università, non ero sicuro di quale strada scegliere. Alla fine ho optato per il cinema perché mi permetteva di avere più libertà d’espressione. All’epoca eravamo in pieno dibattito sul trattato di sicurezza tra Giappone e USA (conosciuto come “Anpo” in Giappone). Molte persone si opponevano al suo rinnovamento e molti erano gli studenti che manifestavano quotidianamente per le strade, durante circa sei mesi nel 1959. Mi sono ritrovato molto in fretta nel vivo dell’azione, si potrebbe quasi dire che invece di iniziare l’università ho iniziato una battaglia (ride). Fortunatamente i professori erano molto comprensivi. Per fare un esempio, quando durante l’appello veniva chiamato il mio nome, qualche alunno gridava“Anpo !” e venivo segnato come presente. Avevamo molto rispetto nei loro confronti, nonostante fossero più interessati al surrealismo e ad altri interessanti movimenti artistici.

Quando ha davvero cominciato a fare dei film?
A. M. : Le manifestazioni e gli scontri con la polizia erano sempre più frequenti, perfino davanti al Parlamento, fino al momento in cui il primo ministro Kishi Nobusuke (nonno materno dell’attuale primo ministro Abe Shinzo) ha approvato l’Anpo, cogliendo tutti di sorpresa. Molti di noi ne sono stati completamente distrutti. E’ stato in quel momento che ho capito che c’era un problema col sistema, per me la democrazia parlamentare era solo una finta democrazia. Ho iniziato a rimettere in dubbio l’idea di fare film e ad un certo punto sono addirittura arrivato a considerare l’ipotesi di abbandonare gli studi e tornare a casa. Alla fine ho deciso di utilizzare questo rancore travolgente nei confronti del partito liberal-democratico autoritario e della presenza militare americana in Giappone per continuare con la mia arte totalmente al di fuori del sistema. Nel contempo i miei amici ed io avevamo cessato di pagare le rette scolastiche e l’università aveva minacciato di espellerci. Siamo giunti alla conclusione che quei corsi non avevano un gran valore. Una volta apprese le basi della realizzazione e della stesura di un film, ritenevamo fosse meglio volare con le proprie ali: abbiamo quindi comprato delle attrezzature di seconda mano, una camera per girare e abbiamo messo in piedi un piccolo studio.

E’ dunque in quel periodo che ha creato all’università il club di studi cinematografici con Jonouchi Motoharu e Okishima Isao, e poi, qualche tempo dopo, il centro di ricerca cinematografica VAN?
A. M. : Sì, quando i miei compagni più grandi ed io abbiamo preso la decisione di creare il nostro studio indipendente abbiamo trovato una casa a Kunitachi, ma era troppo distante, quindi alla fine abbiamo deciso di stabilirci a Ogikubo, vicino a Shinjuku. Eravamo Jonouchi, Kanbara, Asanuma, Kawashima ed io. Vivevamo tutti insieme in questa casa e lavoravamo sui film. Insomma, avevamo tutto ciò di cui potessimo avere bisogno. I nostri amici (Ono Yôko, Akasegawa Genpei, Kazakura Sho, etc.) abitavano nei paraggi, c’era sempre molta gente, a volte anche Terayama Shuji si serviva della nostra sala montaggio. A causa di problemi finanziari e di altre questioni ci siamo progressivamente allontanati. Abbiamo smesso di fare film insieme verso il 1967, fortunatamente avevo appena incontrato il produttore Wakamatsu Koji ed ero divenuto il suo sceneggiatore (vedi p.11).